Dopo più di un anno, oggi ritorno in Namibia e ti porto allo Spitzkoppe, una delle montagne più scenografiche del Paese, soprannominata il “Cervino” (Matterhorn) della Namibia, anche se la sua origine non ha nulla a che vedere con i ghiacciai: si tratta infatti di granito antichissimo, risalente a più di 120 milioni di anni fa.
Il massiccio dello Spitzkoppe si trova tra la costa atlantica e il Damaraland ed è composto da un gruppo di rilievi spettacolari: la vetta principale, alta 1.728 metri, è chiamata Gross Spitzkoppe, ma ci sono anche il Klein Spitzkoppe, i Monti Pondok e diversi altri inselberg (dal tedesco “montagne-isole”, le cui rocce sono più resistenti all’erosione rispetto a quelle del paesaggio circostante) che emergono dalla pianura come sculture naturali.
Questa zona è un eden per chi ama il trekking, ma ti piacerà anche se vuoi soltanto ammirare il paesaggio limitandoti a una breve passeggiata.
Uno dei luoghi più fotografati – e, ahimè, affollato in alta stagione – è il famoso arco di roccia, suggestivo soprattutto verso il tramonto, ma tutta l’area è ricca di scorci spettacolari.
Io ho trovato davvero splendido il contrasto tra le rocce quasi arancioni e il cielo azzurrissimo.
Lo Spitzkoppe è anche un sito culturale importante: ci sono una quarantina di siti con pitture rupestri, tra cui il noto Bushman’s Paradise, oggi visitabile solo con guida a causa di atti vandalici del passato. Alcuni siti più piccoli, con rappresentazioni di animali, si trovano anche in altre zone dell’area e anch’essi sono visitabili accompagnati.
All’interno della proprietà dello Spitzkoppen Lodge c’è il Golden Snake, un graffito che raffigura un serpente.
Continuerò a parlarti della zona dello Spitzkoppe nel prossimo post, nel frattempo se vuoi maggiori informazioni puoi scrivermi cliccando su “Contattami” o prenotare una consulenza con me.









